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Emilia Romagna a tutto gusto PDF Email Visite: 4366

L’Emilia Romagna a tutto “gusto”
Sono 37 i marchi di qualità europea

L’Emilia Romagna, regione leader in Europa per marchi di qualità, vanta ben 37 prodotti Dop e Igp: l’ultimo ingresso è quello del Salame Felino Igp – Le “stelle” gustate ed apprezzate in tutto il mondo: dal Prosciutto di Parma al Parmigiano Reggiano, dall’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia al Culatello, dall’olio di Brisighella al Formaggio di Fossa di Sogliano e allo Squacquerone di Romagna – Ora è la Piadina romagnola che, dopo aver ottenuto la tutela nazionale del marchio Igp, attende il riconoscimento europeo.

In tutto, con il recente ingresso del Salame Felino Igp sono 37 i prodotti Dop e Igp nati dalla sapienza e dalla tradizione regionale. Oggi l’Emilia Romagna può vantare 19 marchi Dop e 19 prodotti Igp. Fra i prodotti Dop più famosi troviamo tre grandi formaggi come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano e il Formaggio di Fossa di Sogliano a cui si è aggiunto lo Squacquerone di Romagna, ma anche salumi unici come il Prosciutto di Parma, quello di Modena e il Culatello di Zibello. Piacenza può vantare la sua Coppa, il Salame e la Pancetta. Non vanno dimenticati il Provolone Valpadana e i Salamini italiani alla cacciatora. Dal suo scrigno gastronomico Dop, l’Emilia Romagna può estrarre anche l’olio extra vergine d’oliva di Brisighella e quello delle Colline di Romagna. Impossibile non ricordare lo squisito Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e quello di Reggio Emilia. Tra le “new entry” dei prodotti Dop ci sono l’Aglio di Voghiera, località della provincia di Ferrara, e la Patata di Bologna.

I prodotti Igp sono 18, grazie al recente riconoscimento attribuito alla al Salame Felino. Tra le altre eccellenze ci sono la Mortadella Bologna, lo Zampone e il Cotechino di Modena, la Coppa di Parma, il Vitellone bianco dell’Appennino centrale, il Salame Cremona, l’Asparago verde di Altedo, lo Scalogno di Romagna, il Fungo di Borgotaro, il Marrone di Casteldel Rio, le Pere dell’Emilia Romagna, Pesca e Nettarina di Romagna, la Ciliegia di Vignola. Tra gli Igp spicca poi la Coppia ferrarese, un pane a pasta dura, tipico della provincia di Ferrara. Tra i prodotti Igp anche l’Aceto Balsamico di Modena da non confondersi con quello Tradizionale Dop: pur nelle loro differenze, entrambi offrono la massima garanzia europea in termini di provenienza, sicurezza, genuinità. Della lista dei prodotti Igp dell’Emilia Romagna fanno parte anche il riso del Delta del Po e l’Amarena brusca di Modena, prima confettura a fregiarsi del marchio Igp.

Decreto di protezione nazionale per la Piadina romagnola Igp

Un discorso a parte lo merita la piadina: recentemente la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto ministeriale di protezione nazionale transitoria per la Piadina Romagnola Igp. Grazie a questo decreto viene riconosciuta – per ora solo a livello nazionale – la protezione dell’indicazione geografica “padina romagnola” e la legittimità del suo uso da parte dei produttori che rispettano il disciplinare in cui sono differenziate le tipologie, prevedendo un’etichettatura specifica per la piadina “alla riminese” (più sottile, larga e flessibile rispetto alle altre province). Ora la parola spetta alla Commissione europea per la registrazione del marchio a livello comunitario.

Emilia Romagna a Tutto Gusto

Wine Food Festival, festa per un milione e mezzo di turisti del gusto

In una Food Valley di questo livello, in Emilia Romagna il mercato del turismo può attingere con percorsi mirati, vacanze gustose all’insegna di tradizione e buon vivere.

Non è un caso che un evento come il Wine Food Festival sia nato proprio in Emilia Romagna. In nessun altro luogo sarebbe stato possibile riunione sotto un’unica regia tanti eventi del gusto, una sorta di vIa Emilia dei sapor che ogni anno si arricchisce di pubblico e di nuovi eventi. Nel 2012 nei 28 appuntamenti previsto da settembre a dicembre, sono stati oltre 1 milione e 500.000 i partecipanti.

 

La Food Valley sede di Alma ed Efsa

Le tecniche più evolute e la sapienza delle tradizioni, l’attività pratica e la cultura del cibo, la conoscenza delle materie prime e dei territori dell’enogastronomia italiana sono al centro del metodo didattico unico e coinvolgente di Alma, Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Fondata nel 2003, si trova a 10 km da Parma, cuore della Food Valley italiana. La sede di questa Scuola si trova nello splendido Palazzo Ducale di Colorno, circondata da un grande parco, tenuto a giardino del 1700. Alma è stata realizzata grazie alla collaborazione tra Istituzioni private e pubbliche, la Provincia e la Camera di Commercio di Parma. L’obiettivo è quello di valorizzare la cucina italiana e più in generale i prodotti italiani, favorendone lo sviluppo e la diffusione in tutto il mondo.

A Parma si trova anche uno degli uffici strategici dell’Unione Europea: è l’Efsa, sigla che sta per European Food Safety Authority, ovvero Autorità europea per la sicurezza alimentare. Istituita nel 2002, l’Efsa, è nata come fonte indipendente di consulenza e di comunicazioni sui rischi associati alla catena alimentare. Nel sistema europeo per la sicurezza alimentare, la valutazione del rischio è un processo distinto dalla sua gestione. L’Efsa produce pareri scientifici e consulenza specialistica per fornire un solido fondamento al processo legislativo e di definizione delle politiche in Europa. Inoltre consente alla Commissione europea, al Parlamento europeo e agli Stati membri dell’UE, di prendere decisioni efficaci in materia di gestione del rischio.

I piaceri del cibo raccolti in 19 musei

Ad alcuni dei più celebri “gioielli” enogastronomici dell’Emilia Romagna, sono dedicati 19 musei che ne raccontano la storia, i complessi ed affascinanti procedimenti produttivi e tante curiosità. Un modo innovativo di fare turismo conservando e scoprendo la cultura di un territorio attraverso i suoi prodotti tipici. In questi particolari “templi” del gusto, il visitatore è “guidato” da testimonianze, racconti, immagini inedite e degustazioni. Si va così alla scoperta del Parmigiano Reggiano, dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, del Prosciutto di Parma, del Salame di Felino, del Formaggio di Fossa, del Sale di Cervia, dell’olio di Brisighella, del Marrone di Castel del Rio, dell’Anguilla di Comacchio (che pare si possa cucinare in 48 modi diversi), della Tigella, del Pane ferrarese, del Lambrusco, del miele, della frutta, della patata, del pomodoro

Tra questi speciali musei ci sono anche Casa Artusi a Forlimpopoli, primo centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana e l’Enoteca Regionale di Dozza, una vera e propria “biblioteca enologica” che rende omaggio ai rossi e bianchi dell’Emilia Romagna.

 

Tra i souvenir preferiti dai turisti c’è un prodotto agroalimentare

Da un sondaggio realizzato nel giugno 2011 da Coldiretti, risulta che ben il 57% dei turisti interpellati individua un prodotto agroalimentare tipico del territorio (vino, formaggio, salumi, olio di oliva aceto balsamico,ecc) come souvenir preferito. Anche una indagine dell’ISNART conferma che il 56% degli italiani in vacanza cerca cibo buono e vino. Da questo punto di vista l’Emilia Romagna può offrire una grande Food Valley e, forte del suo patrimonio di eccellenze enogastronomiche ha realizzato un evento come il Wine Food Festival che nel 2012 ha festeggiato la quarta edizione. Gli esperti di marketing sono concordi nel sostenere che per fare dell’enegoastronomia una risorsa per la valorizzazione del territorio, oggi è indispensabile una sinergia con l’agricoltura. I turisti del gusto sono in continuo aumento e con questa iniziativa l’Emilia Romagna cerca di coinvolgerli ulteriormente, forte di un paniere di prodotti tipici unico in Europa.


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