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Luoghi per momenti di benessere PDF Email Visite: 2442

Architetto Aldo OlivoUna condizione cercata da tutti ma ottenuta da pochi.

Benessere; una semplice parola che racchiude aspetti, temi, argomenti, riflessioni così articolate che risulta difficile avere una visione unitaria.
La complessità della natura umana si riflette nelle infinite declinazioni per cercare di ottenere una qualche condizione di appagamento psico-fisico. Molte scelte dell’individuo, anche quelle sbagliate, possono essere suggerite dalla necessità di raggiungere un presunto, meritato, benessere.

Esistono ormai tantissimi oggetti del benessere, alcune persone che ci danno benessere, molte emozioni che restituiscono benessere ma, soprattutto, viviamo i “luoghi del benessere” senza renderci conto, a volte, della loro conformazione, della complessità delle diverse funzioni, della positiva influenza che hanno su di noi.

Luoghi in cui tutto è pianificato per appagarci, per farci raggiungere quell’equilibrio interiore così importante per renderci persone soddisfatte, forse migliori. In questi luoghi, forse più che in altri, i molti messaggi subliminali dell’Architettura diventano più netti e chiari. Si palesano con semplicità, tutto è pensato e progettato per un solo obiettivo, tutti i fruitori aspirano alla stessa cosa, non ci sono contraddizioni. Tutta l’Architettura, o almeno quella di qualità, infatti si racconta nella sua evidenza ma, all’osservatore più attento, cela anche significati più esoterici, che solo alcuni possono cogliere.

In fondo stiamo assolvendo ad una richiesta del nostro corpo, una voglia che non è frutto della nostra moderna condizione alienata, ma che è qualcosa di profondamente saldato nel profondo del nostro animo. Già gli egizi, i greci, ma soprattutto i romani, prestavano una grossa cura al corpo, al raggiungimento del benessere, pianificato e pensato anche come un’attività sociale necessaria per affrontare le mille difficoltà quotidiane. Nell’antica civiltà romana anche i centri urbani minori erano dotati di edifici termali che erano luoghi di ritrovo in cui rivedersi, incontrarsi ma, soprattutto, “mondarsi” dalle complicazioni della vita. Forse è questa la differenza tra quanto accadeva anticamente ed oggi. La componente sociale ha lasciato il posto ad un’individualità chiusa in cui ognuno cerca il suo piccolo spazio. Ma non sempre è così.

Architetto Aldo Olivo

La trasformazione recente della nostra società, in Italia, è probabilmente dipesa da molti fattori eterogenei, ma ci sono aspetti che sicuramente risultano più influenzati dai nostri luoghi, dalla nostra storia. Il genius loci, che spesso si traduce in materia e luce uniche dei nostri luoghi, ci porta a vivere le nostre vite all’aperto.

In realtà in contesti diversi dal nostro, possiamo ancora percepire brandelli della concezione antica. A Budapest, ad esempio, esiste ancora un sistema termale in cui i rapporti sociali sono ancora forti e saldi; luoghi per ritemprarsi incontrando altre persone, spazi in cui è normale parlare anche di lavoro. Un modo utile di gestire il sociale in un contesto in cui anche il clima (parliamo ovviamente dei rigidi periodi invernali) spingerebbe gli uomini a rinchiudersi nei propri spazi come animali entrati in letargo.

Esistono molti tipi di SPA, da quelli più tradizionali a quelli più moderni, ma tutti aspirano a dare benessere, a mettere a proprio agio gli utenti, a restituire momenti di serenità. L’articolazione degli spazi è frutto delle funzioni ma anche la loro collocazione può contribuire a restituire sensazioni piacevoli. SPA in luoghi ameni, in cui scorci sul paesaggio, ci aiutano a recuperare un sano rapporto con la natura, si contrappongono a luoghi realizzati nelle viscere delle città in cui il rapporto con la nostra storia può farci comprendere chi siamo, da dove veniamo.
Le sfumature sono tantissime ma gli obiettivi simili, aiutare i fruitori a raggiungere quel benessere tanto agognato.

Architetto Aldo Olivo
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