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Stevia: un dolcificante naturale a calorie zero PDF Email Visite: 3838

RobertaMadonnaLa Stevia rebaudiana è una pianta erbaceo-arbustiva perenne, di piccole dimensioni, appartenente alla famiglia delle Asteraceae - note anche come Compositae - ed originaria di una zona a cavallo del confine tra Paraguay e Brasile.

Essa è utilizzata da diversi millenni dai popoli dell'area geografica sudamericana, oltre che per il potere dolcificante delle sue foglie, anche per le sue presunte proprietà medicamentose, quale antifungino, antibatterico, antinfiammatorio ed antiacido.

La Stevia sembra, addirittura, possedere effetti antiossidanti, immunomodulanti, antipertensivi ed ipoglicemizzanti. Tutte le qualità fin qui annoverate sono, tuttavia ancora oggi, oggetto di numerosi dibattiti scientifici.

Negli ultimi tempi, la Stevia ed i suoi derivati sono scelti sempre più di frequente dai consumatori, come edulcoranti a ridotto impatto calorico, in quanto, essendo notevolmente più dolci del saccarosio - il comune zucchero bianco da tavola – è possibile impiegarne quantità davvero esigue.

I principi attivi, i glicosidi steviolici, sono lo stevioside, il rebaudioside A, il rebaudioside C, la dulcoside A, i quali si trovano in tutte le parti della pianta, ma risultano più disponibili e concentrati nelle foglie. Gli estratti di Stevia si presentano relativamente stabili nel tempo, all’azione dei succhi gastrici ed alle alte temperature, per cui conservano perfettamente le loro caratteristiche, anche in bevande calde e prodotti da forno, fino a circa 200° C, diversamente da altri dolcificanti di sintesi, quali l'aspartame.

L'uso della Stevia nei prodotti alimentari è stato in passato oggetto di molte controversie e discussioni.
Una volta stabilita ed accertata la non tossicità dei prodotti di biodegradazione e l'assenza di effetti collaterali a medio-lungo termine, la commercializzazione dei derivati della Stevia è stata autorizzata anche in Europa. Il consumo di Stevia è, difatti, oggi considerato più sicuro, rispetto a dolcificanti artificiali, come aspartame, saccarina, ciclamato ed acesulfame.
L’edulcorante derivato dalla Stevia si può trovare sugli scaffali di supermercati ed erboristerie, in diversi formati commerciali - zollette, bustine, compresse monodose, polvere, cristalli - e può comparire nella lista degli ingredienti di taluni alimenti ipocalorici, indicato con la sigla E960.

La Stevia è sicura per i soggetti affetti da fenilchetonuria, ma tra le possibili reazioni avverse dovute ad un abuso di questo dolcificante si annoverano nausea, crampi addominali, diarrea, mal di testa, ipotensione ed ipoglicemia. Anche se naturale, per la Stevia è da ritenersi, tuttavia, che valgono le stesse raccomandazioni fornite per tutti gli altri dolcificanti alternativi, ovvero, evitare la somministrazione ai bambini al di sotto i tre anni e non usarli durante la gravidanza e l’allattamento.

Per finire, benché la Stevia sia un prodotto da preferire agli edulcoranti sintetici, sembra che anche i glicosidi steviolici, da un punto di vista metabolico, siano capaci di modificare negativamente il senso dell'appetito, stimolando meccanismi di fame fittizia. Sembra, inoltre, che essi siano in grado di falsare il senso del gusto, indirizzando alla ricerca “dei sapori dolci”.
La soluzione realmente naturale per alimentarsi correttamente è, dunque, cominciare a dolcificare minimamente bevande e pietanze, imparando con gradualità a riscoprirne il sapore naturale.

 

RobertaMadonna

Roberta Madonna
Biologo Nutrizionista
Specialista in Biochimica Clinica