Seguici sui social più usati    facebook like facebook google plus google communities youtube twitter linkedin       
. Curiosità, indicazioni e... PDF Email Visite: 3064

5936383 lIl caffè verde. Curiosità, indicazioni e controindicazioni

Collocato tra i rimedi naturali per il calo ponderale della massa grassa in eccesso e come valido complemento alla terapia contro il sovrappeso, il caffè verde andrebbe, sempre, contestualizzato in un regime dietetico ipocalorico, associato ad un’adeguata attività fisica.

Il caffè verde è un tipo di caffè della qualità arabica non tostato. Il caffè verde crudo si distingue da quello classico per aspetto, gusto ed alcune altre caratteristiche; una proprietà comune tra il caffè tostato e quello verde è la presenza di caffeina.

Da sottolineare è, tuttavia, che la percentuale di caffeina libera nel caffè verde crudo risulta inferiore rispetto al prodotto classico. Dal caffè verde, previa infusione della polvere (ottenuta per macinatura dei semi) in acqua calda, ad una temperatura di 80°C circa e successiva filtrazione, si ottiene una bevanda dall'aroma tipico e peculiare.

Anche, il caffè verde crudo, come già accennato, contiene caffeina, un nervino stimolante appartenente alla famiglia delle metilxantine. Sembra che proprio nella caffeina risieda una delle virtù di questo prodotto. Essa possiede, difatti, a livello biochimico, la capacità di promuovere la liberazione degli acidi grassi dai depositi al circolo sanguigno e di regolare lo stimolo secretorio delle catecolamine, adrenalina e noradrenalina, le quali a loro volta intervengono sul tessuto adiposo facilitando la lipolisi ed attivando alcuni meccanismi fisiologici o distretto-specifici, quali un aumento delle pulsazioni cardiache e del flusso coronarico, variazioni della pressione sanguigna ed incremento della diuresi, un’attività vaso-modulatoria, un maggior reclutamento muscolare, un’aumentata stimolazione nervosa e nei confronti del sistema respiratorio. È bene, tuttavia, ricordare che gli effetti organici della caffeina dipendono da parecchie variabili, ovvero, dalla dose somministrata, dal sesso, dall’età e dall’attività fisica svolta da chi la assume, dall’assuefazione dell'organismo alla molecola, dalla soggettività o genetica.

Nel caffè verde crudo la caffeina si presenta, per lo più, non in forma libera, ma legata all'acido clorogenico, originando il clorogenato. Questa particolare forma chimica ne riduce i tempi di assorbimento, dilazionandone la concentrazione ematica in maniera progressiva; ciò significa che, contrariamente al caffè torrefatto, il cui contenuto in caffeina dopo l'ingestione viene assorbito entro mezz’ora circa, il caffè verde crudo consente un ingresso in circolo più moderato della caffeina, ma anche una maggiore emivita della stessa. Dunque, a differenza del caffè nero, la caffeina del caffè verde ha una emivita molto più lunga, proprio grazie al suo legame all'acido clorogenico; questo legame, che non c'è nel caffè nero - perché viene distrutto con la torrefazione - , assicura tempi più lunghi e stabili della caffeina nell'organismo, per un assorbimento più lungo, costante e continuo.

L’alto contenuto di acido clorogenico del caffè verde, inoltre, rappresenta un ulteriore pregio, in quanto sembra sia in grado di ridurre l’assorbimento dei glucidi e di conseguenza di regolarne efficientemente anche il metabolismo. Da alcune ricerche scientifiche è emerso che questa sostanza ha un grande potere benefico sulla salute generale; in particolare, stimola il metabolismo e controlla il livello di zuccheri e lipidi, migliorando la situazione glicemica e stimolando l’ossidazione degli acidi grassi. Tra gli altri benefici, è emerso un elevato potere antiossidante. Si è ipotizzato che l’acido clorogenico sia in grado di sopprimere gli enzimi epatici che controllano il rilascio di glucosio nel sangue e sia in grado di ridurre, in qualche modo, anche l’assorbimento degli zuccheri a livello intestinale. Come diretta conseguenza, l’organismo dovrebbe rimediare convertendo i lipidi in energia, come alternativa. Riducendo i livelli di insulina nel sangue, tra l’altro, anche la voglia continua di “alimenti dolci” verrebbe meno, così come gli attacchi di fame nervosa. Tuttavia, perché possa agire come attivatore metabolico, sembra che l’estratto di caffè verde debba possedere una concentrazione di acido clorogenico non inferiore al 45-50%.

Il caffè verde crudo è considerato da molti un fitocomplesso, poiché la composizione e l'associazione dei suoi vari elementi risulta metabolicamente più efficace rispetto all'assunzione delle singole molecole. Tra queste emergono i polifenoli (con prevalenza di acido tannico), l’acido ferulico, antiossidante ed antinfiammatorio ed alcuni minerali e vitamine idrosolubili, specie del gruppo B. Pertanto, proprio grazie al suo contenuto in metilxantine ed acido clorogenico, il caffè verde crudo verrebbe collocato tra i rimedi naturali utili per il calo ponderale della massa grassa in eccesso e come valido complemento alla terapia contro il sovrappeso e l'obesità, se, ovviamente, contestualizzato in un regime dietetico ipocalorico ed equilibrato, associato ad un’adeguata attività fisica. Affinché l’assunzione di estratto di caffè verde possa avere gli sperati e tanto attesi effetti metabolici, il dosaggio dovrebbe aggirarsi intorno alle 3 tazze al giorno di estratto, mezz’ora prima dei tre pasti principali. Molto più semplice è l’acquisto dei classici sacchetti di caffè verde per infusione in acqua o delle preparazioni erboristiche, in capsule o tavolette contenenti l’estratto. Per il dosaggio in quest’ultimo caso, è sempre bene seguire le indicazioni riportate sulla confezione dei diversi preparati, i quali possono contenere, talvolta, altri principi attivi con azione di sinergismo con il caffè verde.

Ovviamente, l’azione dimagrante della caffeina e dell’acido clorogenico presenti nel caffè verde è ancora molto discussa nella comunità scientifica; tuttavia, perché il suo consumo sia efficace, deve essere affiancato ad un regime calorico moderato, accompagnato da un adeguato dispendio energetico. Se ne evince che il caffè verde enfatizzerebbe soltanto gli effetti dimagranti della dieta e dell'attività fisica, ma da solo non sarebbe capace di conferire un apprezzabile dimagrimento. È importante, infine, tenere presente che il caffè verde contiene, comunque, caffeina e pertanto, in caso di sovradosaggio, potrebbe causare alcuni effetti indesiderati.

L’eccesso di caffeina potrebbe provocare insonnia, nervosismo, irrequietezza, ansia, agitazione, nausea, vomito, pirosi gastrica, diarrea, aumento della frequenza cardiaca e della respirazione, battiti cardiaci irregolari, mal di testa e ronzio alle orecchie. Ne deriva che per svariate categorie di pazienti, specie in caso di cardiopatie, disturbi della pressione arteriosa, glaucoma, disturbi di ansia, patologie della coagulazione, reflusso, gastrite, ulcera, sindrome del colon irritabile, osteoporosi ed in corso di terapie farmacologiche, un’integrazione dietetica a base di caffè verde, andrebbe fatta, con molta cautela e se è il caso, solo dietro consulto del proprio medico. Il caffè verde crudo è sconsigliato, anche, in gravidanza ed in allattamento. Il caffè verde potrebbe, invece, recare giovamenti in corso di patologie correlate ad alterati livelli glicemici, ma anche in questi casi, la supplementazione dietetica va fatta solo su consiglio dello specialista.

È da sottolineare che il pH di una bevanda a base di caffè verde crudo - pH pari a 5 - risulta, certamente, meno irritante per le mucose dello stomaco rispetto al caffè nero torrefatto - con un pH pari a 3 o 3.5 -. Questa differenza di acidità, oltre alla minore stimolazione delle secrezioni gastriche, rende l’estratto di caffè verde più tollerabile di quello nero, per chi soffre di acidità, reflusso e gastrite, ma solo se consumato in modiche quantità.

RobertaMadonna

 

 

Roberta Madonna
Biologo Nutrizionista
Specialista in Biochimica Clinica