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Alitalia fashion history 1In attesa delle nuove divise disegnate da Alberta Ferretti, un excursus su quelle passate

di "Samira Solimeno"

Dopo l’enorme delusione dell’esperimento condotto da Ettore Bilotta, sono attese per l’estate del 2018 le nuove divise Alitalia, realizzate da Alberta Ferretti.

In attesa di scoprire come saranno quelle disegnate dalla stilista, ripercorriamo la storia delle uniformi della storica compagnia aerea.

Tutto inizia nel 1950, quando la compagnia, seguendo l’esempio americano, prende la decisione di introdurre personale femminile. Siamo nel periodo aureo della Hollywood sul Tevere e le Sorelle Fontana creano abiti per le star più celebri, tra cui Lynda Christian, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Audrey Hepburn ed Ava Gardner. Chi meglio di loro può rappresentare il nascente stile italiano? L’uniforme blu scuro con gonna al polpaccio e cappellino delle Fontana sarà adottata per dieci anni.

Dopo Delia Biagiotti (1960) e Tita Rossi (1966), è Mila Schon a realizzare le nuove uniformi.  É il 1969, la stilista ha ricevuto due anni prima il Neiman Marcus Fashion Award (l’Oscar della moda), la minigonna è spopolata. Le moderne divise, dotate di 5 bottoni dorati sulla giacca, riprendono il nuovo logo sia nella linea, ad A, sia nel colore verde. La stilista rielaborerà tre anni dopo la divisa in rosa.

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Alberto Fabiani (1973) e Florence Marzotto (1975, 1980), realizzeranno le successive divise.

Nel 1986 con Renato Balestra arriva la svolta. Lo stilista riprende il tema delle righe del primo logo, sia sulla camicia bianca, che sulla gonna verde al ginocchio.

Nel 1991 Alitalia sceglie Giorgio Armani, che realizza le destabilizzanti divise, ricordate come “non divise” per via della caratteristica giacca destrutturata dello stilista. Le divise Armani rimangono sorprendentemente in uso fino al 1998, anno in cui vengono introdotte le eterne divise Mondrian, caratterizzate da gonna sopra il ginocchio nera, camicia bianca e giacca verde. Infine nel 2016, dopo quasi venti anni, Ettore Bilotta viene chiamato a realizzare delle nuove uniformi. La scelta cromatica ricade nuovamente sul verde e sul rosso del logo. Lo stilista, ispirandosi alle compagnie orientali, realizza delle eleganti uniformi, le quali creano non pochi problemi alle impiegate, che pochi mesi dopo sostituiscono le calze rosse e verdi con quelle color carne.

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