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Mary, la mini e il lato Funny della moda PDF Email Visite: 109

Mary QuantUna mostra celebra Mary Quant e ripercorre la storia della minigonna, il capo rivoluzionario per eccellenza, che diverte da decenni.

Di Samira Solimeno

Se volessimo sintetizzare la minigonna, associandola a un’unica parola, potremmo utilizzare l’aggettivo “divertente”.

Si tratta di uno dei vocaboli più amati dall’istrionica Mary Quant, a cui il Victoria & Albert Museum di Londra dedica la prima retrospettiva, dal 6 Aprile fino al 12 Febbraio 2020.

La designer inglese si contende da decenni con il defunto André Courreges l’invenzione della minigonna, ma accantona la questione affermando che le vere inventrici del capo rivoluzionario furono in realtà le ragazze per strada. 

 

minigonna

 

 

 

 

 

 

 

Eppure oggi, senza quella ragazza con il taglio super corto e i peli pubici verdi a forma di cuore forse non esisterebbe Topshop, o almeno così sostiene il Guardian.

La spumeggiante ottantacinquenne pare contenta delle derive subite dalla sua creazione: dalla rha rha, la minigonna ispirata alle uniformi cheerleader, spopolata negli anni ’80 e comparsa sulla copertina di Time nel ’82, alla micro-mini dei Duemila sfoggiata con orgoglio da Paris Hilton, ”perché la vita è breve, e bisogna prendere dei rischi”.

 

jean shrimpton minigonna melbournePer non parlare delle skant, le minigonne pantaloni indossate dai personaggi femminili e maschili di: Star Trek The Next Generation in nome dell’uguaglianza di genere del ventiquattresimo secolo.

Divertenti sono anche molti degli episodi suscitati dal capo scandaloso. Molti decenni prima che Jean Shrimpton destasse scalpore con la sua apparizione all’ippodromo di Melbourne in miniabito privo di calze, Josephine Baker si esibiva alle Folies Bergère nella sua Danse Sauvage indossando una minigonna di banane.

 

 

josephine baker danse sauvage

 

 

 

 

Tornando invece ai tempi di Mary Quant, nel 1966 un uomo di 63 anni di Rio de Janeiro finì in carcere per aver morso una giovane donna in minigonna che aveva incrociato le gambe sull’autobus. L’anno dopo, spostandoci di qualche chilometro, in Congo e Madagascar, sono centinaia di donne a finire dietro le sbarre, colpevoli di aver mostrato troppi centimetri di gambe.

Oggi questi episodi suscitano ilarità e incredulità e ci fanno rendere conto di quanto Mary Quant con la sua mini sia veramente stata determinante per l’emancipazione femminile.

 


 

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